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5 Maggio 2016

PSR BOOM FONDO PERDUTO FINO AL 100% MISURA 16 COOPERAZIONE

I GRUPPI OPERATIVI COME STRUMENTO PER COLMARE IL GAP INTERCORRENTE TRA RICERCA E PRATICA AGRICOLA

Il Pei rappresenta una novità per la politica di sviluppo rurale. I gruppi operativi PEI fanno parte del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura. Sono costituiti da soggetti interessati come agricoltori, ricercatori, consulenti e imprenditori del settore agroalimentare, pertinenti ai fini del conseguimento degli obiettivi del PEI.

FUNZIONI DEI GRUPPI OPERATIVI
1. I gruppi operativi PEI elaborano un piano recante i seguenti elementi:

a) descrizione del progetto innovativo che intendono sviluppare, collaudare, adattare o realizzare;
b) descrizione dei risultati attesi e contributo all’obiettivo del PEI di incrementare la produttività e migliorare la gestione sostenibile delle risorse.
2. Durante la realizzazione dei loro progetti innovativi, i gruppi operativi:
a) prendono decisioni sull’elaborazione e l’attuazione di azioni innovative; nonché
b) attuano azioni innovative mediante misure finanziate nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale.
3. I gruppi operativi divulgano i risultati dei progetti realizzati, in particolare attraverso la rete PEI.

ESEMPIO REGIONE CAMPANIA – LA MISURA COOPERAZIONE IN GENERALE…
La misura ha carattere trasversale rispetto alla attuazione dell’intero programma di sviluppo rurale essendo tesa a favorire da un lato lo sviluppo, l’adozione e la diffusione di innovazioni nei settori agroalimentare e forestale.
E, dall’altro, sostenendo più in generale la cooperazione fra gli attori della filiera agricola, alimentare e forestale finalizzata allo sviluppo di azioni comuni in diversi settori ed ambiti di interesse per la Campania.
Il sostegno nell’ambito della presente misura è concesso al fine di incentivare ogni forma di cooperazione tra almeno due soggetti. Uno del limiti del comparto agricolo riguarda, infatti, la limitata capacità di aggregazione e di cooperazione tra gli operatori di settore, e di relazione con altri soggetti pubblici e privati in esso operanti, come ad esempio gli enti di ricerca. Anche l’analisi di contesto e SWOT hanno confermato quale elemento di debolezza del sistema la resistenza di agricoltori e operatori della aree rurali rispetto alla promozione e realizzazione di iniziative condivise. Pertanto, coerentemente, la strategia del programma sottolinea la necessità di promuovere progettualità di tipo integrato favorendo: – una maggiore integrazione tra i soggetti del sistema della conoscenza.
La Misura “Cooperazione” costituisce in sostanza una modalità attuativa che vede i soggetti progettare e realizzare gli interventi con approccio congiunto e integrato.
La natura della misura è tale da renderla sostanzialmente trasversale rispetto agli obiettivi del Programma. I temi oggetto della cooperazione coprono, infatti, ambiti propri della maggior parte delle focus area prese in considerazione dal programma.
Nel suo complesso, pertanto, la Misura Cooperazione persegue gli obiettivi della Priorità 1 e contribuisce alle altre Priorità dello sviluppo rurale, stimolando l’innovazione e la nascita di collaborazioni e aggregazioni per rispondere prioritariamente ai seguenti fabbisogni
 migliorare sia l’integrazione tra i diversi soggetti del sistema della conoscenza che la diffusione e il trasferimento di esperienze innovative anche attraverso la creazione di reti (F2);
 rafforzare la partecipazione degli agricoltori ad attività di sperimentazione di prodotto /processo e organizzativa (F3);
 sviluppare competenze/progetti innovativi su prestazioni ambientali e mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ad essi (F4);
 accrescere l’efficienza tecnica, produttiva e tecnologica nelle imprese agricole, agroalimentari e forestali (F6);
 sostenere dinamiche di aggregazione delle imprese (F8);
 aumentare la quantità delle produzioni agricole, alimentari e forestali certificate e tradizionali nonchè le produzioni zootecniche provenienti da allevamenti con elevati standard di benessere degli animali (F12);
 sostenere l’organizzazione di filiere corte (F17);
 tutelare le risorse ambientali e paesaggistiche (F21);
 migliorare la fruizione degli ecosistemi (F22);
 prevenire fenomeni di perdita di suolo da erosione e dissesto idrogeologico (F27);
 favorire una più efficiente gestione della risorsa idrica (F28);
 migliorare il contributo delle attività agricole, agroalimentari e forestali al bilancio energetico (F30);
 ridurre le emissioni di gas climalteranti derivanti da attività agroalimentari e forestali e incrementare la capacità di sequestro di carbonio (F31);
 incrementare i servizi alla popolazione e favorire processi di inclusione sociale nelle aree rurali (F32);
 favorire la gestione forestale attiva anche in un ottica di filiera (F33);
 mobilitare le risorse locali e migliorare le capacità delle comunità rurali di promuovere, attuare ed animare strategie di sviluppo locale nell’ambito LEADER nonché favorire lo scambio di esperienze tra i territori (F34).

QUALI SONO GLI OBIETTIVI TRASVERSALI DA RAGGIUNGERE?
Innovazione: tale tematica viene sviluppata nelle sottomisure 16.1, 16.2 che in particolare prevedono l’ obbligatorietà di trasferimento dell’ innovazione, ed anche dalle sottomisure 16.4,16.5, 16.6, 16.7 e 16.8; Ambiente e Clima: tale tematica viene affrontata attraverso il sostegno alle attività sostenute dalla sottomisure 16.3, 16.4, 16.5, 16.6, 16.8.
Ciascuna sottomisura, in particolare, contribuisce al raggiungimento di specifici obiettivi, ed in particolare: ‐ La sottomisura 16.1 agli obiettivi della Focus Area: 1A, 1B, 1C, 2B, 6A, 6B   ‐ La sottomisura 16.2 agli obiettivi della Focus Area: 2A, 3A, 2B,6A,6B ‐ La sottomisura 16.4 agli obiettivi della Focus Area: 2A. 3A,6A,2B,6B ‐ La sottomisura 16.5 agli obiettivi della Focus Area: 1A, 1B, 1C, 2A, 3A, 4A, 6A, 4B, 5B, 6B ‐ La sottomisura 16.6 agli obiettivi della Focus Area: 1A, 1B, 1C, 2A, 3A, 6A, 5B, 6B, 5C, 5E ‐ La sottomisura 16.7 agli obiettivi della Focus Area: 2B, 6A, 6B ‐ La sottomisura 16.8 agli obiettivi della Focus Area: 2A, 3A, 6A, 3B, 4C, 4B, 5C, 5B, 6A, 6B, 5D, 5E ‐ La sottomisura 16.9 agli obiettivi della Focus Area: 6A,6B,6C

Codice Denominazione Sottomisura
16.1 Supporto per la creazione e la gestione dei Gruppi Operativi del Partenariato Europeo per l’Innovazione (PEI) in materia di produttività e sostenibilità dell’ agricoltura.
16.2 Realizzazione di progetti pilota e sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agroalimentare e in quello forestale
16.3 Cooperazione tra piccoli operatori per organizzare processi di lavoro in comune e condividere impianti e risorse e per lo sviluppo e/o commercializzazione di servizi turistici inerenti al turismo rurale;
16.4 Cooperazione di filiera, sia orizzontale che verticale, per la creazione e lo sviluppo di filiere corte e mercati locali e attività promozionali a raggio locale connesse allo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali
16.5 Azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento ad essi e approcci collettivi ai progetti e alle pratiche ambientali in corso.
16.6 Cooperazione di filiera per la produzione sostenibile di biomasse per l’industria alimentare, produzione di energia e nei processi industriali.
16.7 Attuazione di strategie di sviluppo locale diverse da Leader (non CLLD)
16.8 Stesura di piani di gestione forestali o documenti equivalenti
16.9 Diversificazione delle attività agricole in attività riguardanti l’assistenza sanitaria, l’integrazione sociale, l’agricoltura sostenuta dalla comunità e l’educazione ambientale e alimentare

 Fonti:
 agriregionieuropa.univpm.it

www.agricoltura.regione.campania.it

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